Supporto genitorialeSpesso l’intervento clinico non è rivolto direttamente al bambino o all’adolescente, soprattutto quando è molto piccolo, ma mira a potenziare, nei genitori, una serie di abilità di gestione dei comportamenti problematici manifestati dal figlio.

Le difficoltà educative più comuni tra i genitori sono:

    • gestire in maniera serena e coerente le regole e i capricci;
    • tendenza a sovrastimarne i problemi e sottostima delle risorse e abilità possedute;
    • limitato riconoscimento dei comportamenti adeguati del bambino;
    • ridotte abilità di soluzione dei problemi in situazioni di stress;
    • gestire le problematiche tipiche dell’adolescenza.

Non meno importante è il fatto che stili educativi differenti e non coordinati nei due genitori, oppure difficoltà per lo stesso genitore di mantenere una buona coerenza nelle regole, anche a causa del forte stress accumulato sui diversi fronti della vita, sono spesso all’origine di comportamenti disfunzionali del bambino (eccessiva aggressività o impulsività).

In più, la ricerca ha rilevato una stretta correlazione tra elevati stati d’ansia dei genitori (dovuti spesso alla sensazione di trovarsi da soli ad affrontare ostacoli insormontabili o alla paura di non sapere cosa e come fare per gestire un comportamento problematico di un figlio) e  l’adozione di stili educativi punitivi e limitanti nella naturale autonomizzazione progressiva del bambino.

Obiettivi del parent training

Lo psicologo, attraverso programmi di parent training, utilizza varie strategie e tecniche con le seguenti finalità:

    • supportare emotivamente i genitori;
    • trasferire ai genitori alcune informazioni su problematiche dell’età evolutiva e/o adolescenziale, sulla loro gestione, sulle modalità di osservazione obiettiva dei comportamenti del bambino o adolescente e dei genitori stessi;
    • insegnare tecniche di modificazione del comportamento della prole;
    • migliorare il carattere dei figli, la loro autostima e la loro stabilità emotiva;
    • migliorare la vita familiare e consecutivamente la vita di coppia.

In questo modo, si favorisce l’estensione all’ambiente naturale e al di fuori del setting terapeutico dei miglioramenti del piccolo paziente, senza stigmatizzarlo, e si può cercare di ritoccare alcuni atteggiamenti genitoriali che hanno spesso, malgrado la loro volontà, un peso significativo nella genesi o nel mantenimento dei problemi nel comportamento del bambino (Douglas, 1998).

Bibliografia:

Il parent training: counseling e formazione per i genitori. Loredana Benedetto, 2005, Carocci Editore.