Lo stress è la risposta psicofisica ad una quantità di compiti cognitivi, emotivi o sociali, che l’individuo percepisce come eccessivi.In base alla durata dell’evento stressante e alla natura, possiamo distinguere diverse tipologie: se limitato ad uno stretto periodo di tempo si parla di stress acuto, altrimenti, se di lunga durata, lo stress sarà cronico; possono inoltre esistere degli stressor benefici, eustress, che forniscono vitalità all’organismo e possono contribuire a migliorare l’apprendimento, la memoria e la concentrazione, e stressor nocivi, distress, che possono provocare un abbassamento delle difese immunitarie.Lo stress può essere provocato da:

    • eventi di vita sia positivi che negativi (matrimonio, nascita di un figlio, lutti, divorzio, perdita del lavoro, pensionamento);
    • cause fisiche (temperature troppo elevate o estremamente basse, abuso di fumo e di alcol, malattie organiche, ecc.);
    • fattori ambientali (mancanza di un’abitazione, ambienti troppo rumorosi, ecc.);
    • cataclismi (terremoti).

StressFree1E’ da evidenziare che gli individui non subiscono passivamente gli eventi stressanti, ma ciò che influisce di più sulle loro reazioni è il modo di percepire cognitivamente ed emotivamente l’evento stressante insieme alla valutazione delle risorse e delle abilità possedute per far fronte allo stress (strategie di coping).

Cosa sono le strategie di coping?

Il coping, secondo una nota definizione di Lazarus,  è “l’insieme dei tentativi per controllare gli eventi ritenuti difficili o superiori alle nostre risorse” quindi degli eventi o situazioni ritenute stressanti (nell’accezione del distress).

La persona è in grado di individuare numerose tipologie di coping; alcune risulteranno utili e funzionali a fronteggiare lo stress mentre altre, come l’utilizzo di alcol o sostanze a scopo auto-terapeutico, comportamenti ritenuti a rischio o l’abuso di farmaci, possono aumentare le difficoltà e il disagio provocati dagli eventi o situazioni stressanti.

Le strategie di coping di ciascuno di noi dipendono dall’esperienza passata (ovvero l’aver già affrontato situazioni simili in passato), dalle convinzioni riguardanti noi stessi e l’ambiente nel quale viviamo e dalla disponibilità di risorse personali e ambientali (familiari, sociali, sentimentali, territoriali, ecc.). Tali capacità cambiano e si modificano nel tempo e con l’esperienza.

In più, l’abilità di coping messa in atto in una specifica situazione è diretta conseguenza delle valutazioni che facciamo sulle nostre capacità, sulla difficoltà del compito o dell’evento che dobbiamo affrontare o sui potenziali effetti di esso.

Siamo quindi noi stessi che, attraverso il nostro modo di vivere gli eventi, contribuiamo a renderli più o meno stressanti e, attraverso le nostre capacità di coping, li affrontiamo in maniera più o meno efficace.

Trattamento

Un livello elevato di stress può essere ridotto facendo ricorso a tecniche di rilassamento e alla psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Le tecniche di rilassamento mirano a ridurre la tensione e controllare le risposte fisiologiche legate allo stress; le più efficaci risultano: il rilassamento di Jacobson, il Training Autogeno e i trattamenti Mindfulness.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale attraverso l’esplorazione del dialogo interno (“ciò che la persona si dice”) aiuta l’individuo a modificare l’iperattivazione fisiologica (arousal), evidenziando il ruolo che pensieri ed immagini hanno nel modulare la reazione emotiva e somatica, e promuovendo lo sviluppo delle capacità necessarie a far fronte alla situazione stressante. Parte della terapia si basa anche sull’insegnamento di strategie di coping più funzionali per il paziente.

Una tecnica particolarmente utile nella gestione dello stress risulta essere lo Stress Inoculation Training.

Bibliografia:

    • Al termine dello stress Meichenbaum D., 1997. Erickson.
    • Lo stress. Farnè M., 1999, Il Mulino.